Dove lavoriamo

 

 

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Le particolari caratteristiche del territorio del Montefeltro offrono, con un salto indietro di cinque secoli fino al Rinascimento, un’immersione unica nello splendore dei sui paesaggi. Inoltrarsi nell’interno, nel cuore di quello che fu l’antico e glorioso Ducato di Urbino, è come sfogliare un ricco catalogo di storia dell’arte. Un catalogo unico e speciale che raccoglie e consacra i più celebri paesaggi dipinti dai grandi pittori di quel periodo.

Il paesaggio che i turisti stranieri cercano quando giungono nel nostro Paese, è soprattutto quello che hanno visto nei grandi musei, dentro i dipinti dei grandi pittori italiani del Rinascimento. Questi paesaggi hanno tipicità precise e inconfondibili che rimandano prevalentemente alle vedute dell’Italia Centrale: Toscana, Marche, Umbria ed Emilia Romagna. Proprio quelle terre in cui il Rinascimento fiorì. Storici e critici d’arte hanno spesso sostenuto che i paesaggi sfondo di quelle opere pittoriche non fossero reali, bensì rappresentazioni immaginarie frutto della esuberante creatività degli artisti. Dal 2007 in un lungo e certosino percorso di osservazioni e studio, Rosetta Borchia e Olivia Nesci, Ricercatrici urbinati, hanno riportato alla luce alcuni di questi paesaggi, individuati, o meglio ritrovati, nelle terre dell’antico Ducato di Urbino, soprattutto tra Marche, Romagna e Toscana.

 

ANTICO DUCATO URBINOE’ proprio nella parte più a nord del Montefeltro, nella soave cornice dei picchi e delle rupi calcaree della Valmarecchia, che Leonardo da Vinci ha materializzato lo sfondo della Gioconda. Un territorio che ancora oggi è un capolavoro di ricchezze naturali arcaiche, pressocchè immutato, grazie alla saggezza e alla sensibilità delle genti che qui si sono avvicendate e che, con rispetto, hanno saputo custodirlo. La conservazione delle forme e dei profili di un territorio è uno degli elementi fondamentali per l’identificazione di un paesaggio storico. Di un “luogo d’arte”. Ora, la Valmarecchia e tutto il Montefeltro sono diventati fortunati eredi di un paesaggio non solo straordinariamente bello, ma che è soprattutto un immenso patrimonio culturale. Un patrimonio che Leonardo da Vinci, cinque secoli fa, lasciò in dote senza darne notizia alcuna.

 

 

Dove lavoriamo_img1E’ necessario prendere consapevolezza di quanto miracolosamente è caduto dal cielo ed esserne orgogliosi, compiaciuti, fieri. Ma occorre anche imparare, da subito, a tutelar questa immensa ricchezza, ad attingerne con saggezza, con buon senso, con rispetto. Il tutto, senza mai dimenticare che, d’ora in poi, lo sguardo di Leonardo, della Gioconda e del mondo intero veglierà vigile sui picchi e sugli orizzonti della Valmarecchia scelti, non a caso, come teatro delle gesta pittoriche più note all’uomo.