Analisi-Pandolfi-Terenzi

 

Terenzio Terenzi

Analisi di “Madonna con Santi”

 

Dettaglio

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“una coincidenza è una coincidenza

due coincidenze sono un indizio

tre coincidenze rassomigliano ad una prova”

(A. Christie)

 

Una bizzarra coincidenza

Borchia Rosetta & Nesci Olivia

 

L’analisi d’immagine eseguita sullo sfondo del quadro di Terenzio Terenzi evidenzia due particolari condizioni morfologiche: un rilievo caratterizzato da bande inclinate e parallele e, alla base del versante verso mare, una morfologia a dossi e depressioni; si intravede inoltre una strada che porta ad una abitazione, forse una chiesa. Sullo sfondo è visibile un orizzonte marino con un breve tratto di costa. In primo piano una torre, un gruppo di case con una chiesa. L’abitato sembra poggiare su un substrato roccioso.

Il colle è un tipico rilievo “omoclinale” con strati immergenti verso sinistra e a reggipoggio sul versante a destra, come evidenziato dalle gradonate delle testate degli strati. La seconda morfologia è indicativa di un’area caratterizzata da un esteso accumulo di frana.

Il confronto dello sfondo del dipinto con un tratto della costiera nord-marchigiana tra Pesaro e Gabicce (Monte San Bartolo) mostra forti analogie morfologiche, specialmente relativamente al profilo del rilievo. Le bande subparallele presenti nella foto corrispondono a strati a franapoggio verso il mare. La linea tratteggiata in colore bianco sulla foto (Fig.1) marca il limite del substrato roccioso con gli accumuli di frana che caratterizzano la base del versante di Monte San Bartolo. L’unica differenza è la linea di riva che attualmente è molto più vicina alla falesia. Anche il punto di osservazione nel dipinto sembra molto più spostato verso mare, come se l’orlo del rilievo si prolungasse verso mare di parecchi metri.

Sull’arretramento del San Bartolo molto si è scritto (cfr. Elmi & Gori, 1981; Nesci, 2003). Il rilievo ha subìto una marcata erosione marina (arrivando mediamente a 0.5 m/anno) durante l’Olocene. L’analisi storica su vecchie stampe (1570 e 1620 circa) mostra, anche nei limiti dell’errore della rappresentazione operata dal disegnatore, un marcato avanzamento della linea di riva. Mingucci (1626) addirittura disegna un enorme accumulo di frana tra Santa Marina e Fiorenzuola. Anche l’attuale morfologia della costa dimostra che gran parte del rilievo di Monte San Bartolo è stato cancellato dall’erosione marina e dalle frane. I tassi di erosione evidenziano un arretramento, dal 1400 a oggi, di circa 200 m (Nesci, 2003). Nella figura 2 (foto centrale) è stata evidenziata l’attuale linea di riva con la scarpata (tratteggio di colore azzurro) formatasi a causa dell’erosione marina. L’accumulo di frana che il Mingucci ha riprodotto potrebbe in effetti rappresentare la grande frana al piede del rilievo rappresentato nel quadro di Terenzio Terenzi.

 

Bibliografia citata

ELMI C. & GORI U.. Studio geologico relativo al progetto e direzione lavori di sistemazione e consolidamento delle pendici e dell’abitato di Fiorenzuola di Focara (PS). Suppl. a Pesaro, 1, 1-24, Pesaro.1981.

MANGANI G. (2008) – La collezione cartografica. Fondazione Cassa di risparmio di Pesaro. Il lavoro editoriale, 255 pp.

MINGUCCI F. (1626) – Città e castella. Tempere di Francesco Mingucci Pesarese, Torino, Nuova Eri, 1991,

NESCI O. (2003) – Evoluzione geomorfologica della falesia costiera del Monte San Bartolo (Marche settentrionali). In: Verso la gestione integrata della costa del Monte San Bartolo: risultati di un progetto pilota. A cura di R. Coccioni. Quaderni del Centro di Geobiologia, Arti Grafiche Stibu, Urbania, 1, 41-53

 

Didascalia delle figure

Fig.1 – Confronto tra la panoramica del San Bartolo e lo sfondo del quadro di Terenzio Terenzi, in basso: posizione del punto di osservazione da dove sarebbe stato ripreso il panorama.

Fig. 2- Variazione della linea di costa nel Monte San Bartolo basata su antiche stampe (Mangani, 2008; Mingucci, 1626) e sulla visione aerea ripresa da Google Earth (2007).

 

 

Figura 1

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Figura 2

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